
Nelle puntate precedenti: ho provato ad appendere un quadro, decapitando chiodo n. 1, tentando di estrarlo con una depinzatrice, in bilico su una sedia a rotelle, cadendo e rovinando l’intonaco. Sono andato alla ricerca di uno sgabello per salire più su con chiodo n. 2 ma ho perso il martello.
Dove avrò messo quel maledetto martello? Mi guardo intorno per scovare surrogati di martello che mi evitino il mal di testa della ricerca, ma tra fogli di carta, penne e libri non trovo nulla di adatto. Però, nel frattempo, ho avuto l’illuminazione: dalla segretaria del merda, ecco dove l’ho lasciato, per forza. Nel mentre entra un collega che deve sottopormi un documento, gli dico:
“Guarda ora sono impegnato a piantare un chiodo ma finisco in un attimo, aspettami pure qui”.
Recupero il martello, torno in ufficio, prendo due chiodi dalla scatolina, non me ne servono due, in realtà, il quadro è leggero e uno sarà più che sufficiente, ma il secondo chiodo (il terzo, se contiamo quello decapitato) è di sicurezza, nel caso improbabile che chiodo n. 2 per qualsiasi motivo non si riesca a fissare.
Faccio un segno con chiodo n. 2 sul muro (bisognerà pur ammettere, voialtri, che di fai-da-te me ne intendo), infilo chiodo di sicurezza in bocca, provo a dare due lievi colpi, per capire se la parete è piena o vuota e se il chiodo n. 2 ha la testa salda(ta) sulle spalle, ma prima ancora di colpire mi cade chiodo n. 2 dalle mani. La mia previdenza a questo punto mi risparmia di scendere dallo sgabello per la seconda volta, afferro chiodo di sicurezza che mai avrei immaginato sarebbe servito, e SBENG SBENG, due colpi e quel bastardo si piega. Provo a prendere un altro chiodo ma… dove ho messo la scatolina dei chiodi? Ai piedi dello sgabello. Non ho voglia di riscendere per cui allungo un piede che Di Martino lévete proprio, e infatti lévete che casco! Cado giusto sopra la scatola e impiego i successivi dieci minuti, mentre il mio collega inizia a spazientirsi, a raccattare i chiodi dalle fughe tra le mattonelle. Questa volta di chiodi di sicurezza ne prendo 9, armato di martello e buonissima volontà risalgo [qualcuno mi dia un 5? E’ la quinta volta che salgo?] e con decisione, prendo a martellare a bestia. Sbummete Sbammete, sbemmete sbemmete, i primi due centimetri entrano a meraviglia, sbummete sbammete, ci siamo CI SIAMO! SBLOCKETE porcaputtana!
Dietro l’intonaco c’è una pietruzza che, muovendosi, ha reso la sede del chiodo vacante e il chiodo fermo non ci sta più, c’è un tunnel che potrei appenderci Rita Haywort e girare il Miglio Verde.
Porto la mano alla bocca ma chiodo di sicurezza n.3, n. 4, n. 5, n. 6, n. 7, n. 8 e chiodo n. 9 sono tutti andati, approfittando dell’apertura delle mie labbra nel mentre che bestemmiavo, a infilarsi nelle loro amate fughe di mattonelle.
TO BE CONTINUED