Signori della corte, diciamocelo: mo’ basta mo’.
Passi che la gente si fotta le spillatrici. Non ne comprendo il sottostante socio-economico, voglio dire, non si diventa certo ricchi smerciando spillatrici di seconda mano. Non credo esista neppure un mercato di seconda mano, soprattutto se col pennarello all’uranio impoverito che il cinese ti vende per otto centesimi hai pure vergato le tue iniziali sull’attrezzo. Passi pure che ogni volta che porti a firmare una carta al boss, questo ti fotta la penna pure se si tratta di una penna brandizzata dell’ultimo hotel a tre stelle dove ti è toccato soggiornare per via dei tagli al budget (tagli profondi e dolorosi, ma che non intaccano mai i soldi che i soci si distribuiscono a fine anno, chissà perché).
Passi pure che ti fottano le scarpe anti-infortunistiche, può succedere, benché egualmente in tal caso, alla stregua del suesposto caso della spillatrice con iniziali ricamate, io ritenga piuttosto esotico un mercato parallelo che prenda in considerazione l’idea di acquistare delle scarpe brutte, puzzolenti, usate e pesanti quanto un macigno, la cui anti-infortunisticità consiste proprio in questo, che pesano così tanto che eviti gli infortuni sul lavoro perchè ti infortuni già a casa appena provi a indossarle e ti si spezza il collo del piede, che poi uno si chiede tutto sto collo del piede ma la testa del piede che cazzo sarebbe, la tibia, il perone, le falangi forse? Come sia, passi pure che qualche feticista delle balle ti fotta le scarpe anti-infortunistiche, gli evidenziatori, le gomme (quelle per cancellare che hanno dato il nome all’intera categoria della cancelleria, benché i 9/10 della cancelleria servano a fare il contrario di cancellare, a ben pensarci, potevano chiamarla scriveria, o penneria, o letteria, non sarebbe stato più assennato?). Come che sia, io posso sopportare tutto, MA CHE SI SIANO FOTTUTI LA TORTA DELLA MARY NO!
Cazzo!
Doveva festeggiare un evento ormai sempre più raro, un traguardo che per molti è un sogno e altri un incubo, il PENSIONAMENTO. La povera criatura s’era svegliata insieme ai cinesi, intendo nello stesso momento ma ciascuno secondo il suo fuso, aveva speso una tombola, e quando si è allontanata un nanosecondo per prendere piattini di carta e tovaglioli nella sua auto parcheggiata a tipo trecento sputi dalla sala delle amenità alimentari, s’è trovata il bancone lucido tirato a specchio e senza manco una briciola di torta.
Ci siamo guardati un poco smarriti, chi con il telefono incollato all’orecchio tenuto con la spalla per lasciarsi le mani libere di gesticolare alla cazzo, chi con le cuffie, chi intento a disinfilarsi la molla delle mutande dal centro delle chiappe (finiscono sempre lì, in un modo o nell’altro), confusi, senza sapere su cui volgere uno sguardo accusatore. Chi si poteva azzuffunnare una torta intera in dieci secondi?
Quelli del legal hanno annunciato querele se qualcuno s’azzarda a sospettarli, quelli di ingegneria hanno disegnato un enorme GANTT con tanti di quei simboli e simbolini, e milestones, che manco loro ci capiscono una mazza, quelli del finance chiedono di spalmare su tutti una tassa per ricomprare la torta ma quelli di HR si sono opposti per non dar soddisfazione ai sindacati che già preparavano cartelli con scritto Vergogna (di cosa, non ce l’hanno spiegato).
Io ho guardato tutti di sottecchi e piano piano mi sono allontanato, quatto quatto, cercando di non far cadere manco una briciola dal piatto con la torta.