
Un tempo amavo quello spazio di quiete sospesa che sperimenti quando sei in volo, quando non ci sei per nessuno e non c’è nessuno per te. Poi è arrivato il wi-fi gratuito e la magia s’è persa.
Ero in una delle sospensioni magiche, comodo, seduto, rilassato, le luci soffuse perfette, il volo in orario, c’era chi guidava la mia vita al posto mio e non avevo preoccupazione alcuna che non fosse godermi un film o il prossimo drink. Quando le cose han cominciato a precipitare. Come spesso accade. Chi è mai precipitato rovinosamente dal pianterreno, o dallo scantinato?
Più precisamente, l’aereo ha perso quota. Prima un sobbalzo, poi due, poi il segnale della cintura acceso, l’annuncio rassicurante del capitano. Poi le urla hanno infranto la magia, scaraventandola sulle dune. Atterraggio d’emergenza. Ho perso di vista tutti gli altri passeggeri e anche il mio capitano. Solo nel deserto, ferito, affranto. Il sole arroventava le mie ferite, e al contempo le cauterizzava. La guarigione spesso è un processo tanto doloroso.
Avevo sete ma non avevo acqua, almeno non potabile. E, forse, non era di questo mondo l’acqua che la mia gola desiderava ardentemente.
I miei passi erano lenti e incerti, affondavo fino alle caviglie e nonostante la fatica e gli sforzi continui, mi sembrava di non avanzare neppure di un passo. Succede, quando il paesaggio intorno è solo noia, di perder di vista la lunghezza del sentiero, la nostra posizione su di esso.
Poi ho visto il cielo annerirsi, in lontananza, sopra le dune all’orizzonte. Le ombre del deserto ghermivano lo spazio come entità d’altri mondi affamate. Tremavo e disperavo, quando il rombo del tuono ha mandato in frantumi il silenzio. Alzo lo sguardo e un lampo apre una ferita di luce nell’aria, zampilla sangue bianco il cielo, per un secondo.
I tuoi occhi erano quel lampo. E il tratto di vita trascorso insieme, un’oasi verdeggiante.
Purtroppo, circondata dal deserto.
Ed io affondo ancora fino alle caviglie. Ho smarrito il sentiero.
Ma non ho smesso di guardare il profilo delle dune.
Quelle lontane, abbarbicate all’orizzonte.