
L’altro giorno ero impegnato in una seduta di espulsione di scorie biologiche, quel riflesso fisiologico innescato dalla distensione della porzione terminale dell’intestino crasso1, quando ho sentito il merda che complottava alle mie spalle. Il merda lo abbiamo ribattezzato affettuosamente in tal modo non per malanimo, bensì per rimarcare come egli sia un collega che incarna alla perfezione il modello di leader indicato da tutti i manuali di management (basta aggiungere il segno meno davanti a ogni qualità richiesta, o il segno più dinanzi a tutti i suoi difetti). Rimprovera sempre i suoi, aspramente e pubblicamente. Non rivolge mai loro un complimento, e se proprio non può farne a meno, vede di essere da solo quando lo fa. Viene poco in ufficio ma al suo team ha negato ogni possibilità di ampliare lo smart working, 1 giorno a settimana quello che concede e lo fa pesare neanche stesse regalando Bentley. Se c’è un problema, la colpa è del team. Se c’è un successo, è tutto suo. Penso abbiate capito il tipo: ce n’è uno in ogni società del mondo.
Mi alzo sulle punte e mi mantengo alla maniglia della porta per origliare meglio.
“Il mongolfiere ha rotto i maroni. Sempre a far domande, stà. Se non la smette gli faccio escalation che se la ricorda, eh”.
“Però lavora tanto, dai, e ci ha aiutato più volte pure che non doveva, no?”
“Non mi inganna, quello. So riconoscere le merde”.
E certo, penso, ti basta guardare allo specchio.
“Non è momento di fare guerre, tempo di promozioni”.
“Eh, appunto, ce ne sarà solo una nel dipartimento. Non c’è spazio per tutti nelle mutande”.
“Non ti seguo ma è ora che usciamo da qui, ci stiamo lavando le mani da mezz’ora”.
“Aspetta, fammi pisciare nel dispenser del sapone, dammi una mano, tienilo aperto.”
“Ma che cazz…”
Questo è il merda, uno capace di pisciare nel dispenser del sapone. Ed io, a differenza del suo collega, ho capito cosa intendeva dire quando ha affermato che nelle mutande non c’è spazio per tutti.
Voleva dire che lui e il suo compare già bastano. In fondo, nelle mutande, di solito più di due coglioni non ci stanno.
- Stavo cagando ↩︎