
Le messi sono ormai mature
nel terreno disseminato d’anime
Il campo magnetico irradia
opere d’immonde brame
Conati di fame esogame
mi chiudono la gola
Bevo il suo sangue
mentre lei accarezza
la mia pelle esanime.
Lungo l’aspro declivio
Due lacrime rotolano
cadendo dalle cime
della mia perduta umanità.
Affondo i denti nella sua carne
marcescente come la torta nuziale
d’una novella Havisham
il suo vestito è logoro
la banda musicale tace
al suo banchetto candido
tendo l’orecchio e il fiato
ma sento solo i topi
che frugano tra le miserie.
La sua gola è il mio richiamo
affondo ancora turbamento
macero i miei intestini
mentre tutto danza
distese di pianeti vuoti
ruotano lontano
mentre
tutto
tace.
L’Universo è immondo
ed io ne sono il figlio
semino morte col mio aratro
getto le anime nel baratro
d’uno sconfinato tempo
senza tempo.
Sono un feto eterno
bevo sangue chiuso
nel suo grembo materno.