Vedo araldi d’istanti perduti
trasportare messaggi dall’inferno
annegati in laghi di silenzio
galleggiano su onde di memoria,
spinte dal tuo profumo di spuma
spine in fronte i tuoi giorni assenti,
dolce croce che regge la speranza
anche se qui non ha cittadinanza
null’altro che il ricordo della gioia
crudele come le altalene ferme
fantasmi di giochi ormai smarriti.
Sfiorare le tue labbra è stato
un fiorire nel cuore dell’inverno,
che incanta tutti gli sguardi altrui
ma poi fa sì più male avere freddo.
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Araldi degli istanti