
Il mio volto assetato delle soffici cascate di capelli che per gioco vi riversavi sopra, tenendomi fermi i polsi e facendomi impazzire di solletico, il mio volto reca ancora rughe di sorrisi che hai forgiato tu. Quando ripenso al lungo tratto di strada percorso insieme, mi tornano in mente – più di tutti – i momenti di ilarità. Quanto ci siamo divertiti, le tue facce buffe, le mie finte acrobazie, i travestimenti, le battaglie di solletico, le gare di sguardi, i tuoi balletti finto stile tik-tok, tu che manco hai mai avuto un account facebook!
Ci emozionavamo per tutto, per la cena sulla spiaggia a sorpresa, per le candele che trovammo al rientro in quel lodge sperduto nella campagna irlandese, per i voli dei pesci rondine, per quel picco di montagna dove vedemmo sorgere la luna e tramontare il sole insieme, in una danza di colori e ombre che ci lasciò senza parole.
Le nostre emozioni erano una parte molto intima, il condividerle è stato un privilegio, quello che più mi manca. Infatti, ora che le lacrime si sono asciugate trovo la forza di dirti (anche se dietro questo schermo e pur sapendo che forse mai leggerai, quindi ben poca forza in definitiva), ora posso dirti che ciò che nei primi tempi mi ha fatto impazzire di dolore è stata la consapevolezza che, da un momento all’altro, la nostra intimità era andata distrutta, e tutto ciò che era normale, era ormai proibito. T’immagini se oggi volessi farti schioccare il reggiseno? Rimedierei una denuncia. Com’è strano, pensare a una lunga, lunghissima serie di azioni che oggi mi sono precluse e che un tempo erano il nostro pane quotidiano. Quando guardo alla nostra perduta intimità, mi sento come chi sia nato e vissuto per tanti anni in una casa, e poi si ritrova a guardarla dall’esterno a distanza di tempo, quando ormai qualcun altro ci vive dentro. Ti senti spaesato, quasi un apolide, peggio, un emigrante che pensa alla sua Terra e che per qualche motivo sa di non potervi fare mai più ritorno. Eri tu la mia Terra.
Eri tu l’unico posto dove sentivo che, anche quando ero lontano, c’era qualcuno ad aspettare il mio rientro.




